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La resilienza nei bambini

Spunti dall'intervista di Annalisa Minetti

In questo appuntamento vorrei parlarti della resilienza nei bambini di oggi prendendo spunto da un’intervista che ho visto on line in cui viene intervistata Annalisa Minetti

Per chi non la conoscesse, Annalisa Minetti è una cantante molto conosciuta, in quanto vincitrice del Festival di Sanremo del ’98, nonché partecipante di Miss Italia nel ’97. 

Ma non solo!

La resilienza nei bambini

Negli ultimi anni ha continuato a far parlare di sé grazie ai suoi successi avuti come atleta paralimpica, in quanto affetta da una retinite pigmentosa, diagnosticatale a 18 anni e che l’ha resa completamente cieca all’età di 37.

Annalisa Minetti è una donna che ha scelto di essere “specialmente abile”: nonostante le difficoltà dovute alla cecità, che molti avrebbero visto come un handicap, ha deciso di trasformare un disagio in una opportunità.

Pensate che oltre alle cose già dette, è anche una fantastica madre con tantissimo da insegnare alle sue figlie!

Perché ho deciso di parlare di questo? 
Beh, a parte la retorica che si potrebbe fare sull’argomento, mi sembra che un personaggio come lei sia un esaltante esempio di resilienza per grandi e piccoli. 

La resilienza infatti sembra troppo spesso mancare ai giovani di oggi, raramente abituati ad affrontare le piccole avversità della loro giovane vita. 

Queste è purtroppo la sensazione che ho io quando vedo tanti bambini e giovani che stentano a risolvere piccoli conflitti o altrettanto piccoli problemi pratici.

Come allenare la resilienza dei bambini di oggi?

Ciò che mi viene in mente è che sarebbe quanto mai importante stimolarli alla resilienza… 

Ma come fare? 

Innanzitutto i genitori potrebbero provare di evitare di sostituirsi ai loro figli e risolvere sempre i problemi al posto loro, lasciando che trovino da soli le soluzioni.

Soluzioni che non devono sistematicamente consistere nell’evitare la difficoltà allontanandosi per paura di farsi un po’ male…

La resilienza nei bambini

perché parliamoci chiaro… chi di voi nella vita non si è trovato a farsi un po’ o anche tanto male?…

Ovviamente ci auguriamo tutti che non accada, ma la vita non sembra avere sempre la nostra stessa idea di come vada affrontata… Le piace metterci alla prova e vedere se sappiamo tenerle testa, se ci tiriamo indietro, se accettiamo passivamente la disfatta o vediamo nel disagio un’opportunità.

Per fare questo da grandi è necessario che sin da piccoli si impari a rimettersi in piediallo stesso modo dello storico ginocchio sbucciato che oggi sembra quasi essere caduto in disuso. 

Proprio come se una piccola ammaccatura non servisse ad abituarsi che banalmente si cade, si sente un po’ di dolore ma poi ci si cura e si ricomincia a camminare e a correre. 

La resilienza per la vita

E allora diamo ai nostri bambini e ragazzi la libertà di agire il più possibile per conto loro!

Ovviamente va bene dare consigli per farli riflettere sul fatto che hanno tutte le carte in regola per farcela e che di fronte ad un no, ad un rimprovero di un insegnante o ad una critica possono reagire… possono cogliere ciò che c’è di vero, se c’è, sapendosi anche analizzare (e questo è il genitore per primo che deve saperlo fare su se stesso)… e poi si prende spunto dall’errore e si va avanti… anche senza che qualcun altro debba intervenire o che un intoppo diventi un’ intera situazione da cui fuggire.

La resilienza nei bambini

Ascoltiamoli ma spingiamoli al problem solving perché, lo sappiamo tutti, sarà estremamente utile nella loro vita! 

Solo così riusciremo a fare in modo che abbiano fiducia nelle loro capacità anche da soli, che abbiano creatività e immaginazione insieme ad un sano senso critico (che non è fare polemica, ma tenere presente che sono possibili più versioni delle cose nel rispetto dell’altro e di se stessi!).

Basti pensare alla situazione attuale: se in tanti non avessero sviluppato immaginazione, soluzioni alternative, problem solving e creatività… come staremmo sopravvivendo economicamente e psicologicamente?!?

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