blog,  Riflessioni sull'educazione

LA PAURA DELLE FRUSTRAZIONI

Ieri, oggi e domani: perché tanta paura di qualche piccola frustrazione?

Noi adulti abbiamo tutto e subito senza sforzi? Non mi risulta…perciò? Di cosa abbiamo paura? Che da piccoli i bambini debbano fare il pieno di benefici perché da grandi ne avranno molti meno?… Ragionamento controverso…c’è l’abitudine di mezzo e il famoso apprendimento “a spugna” dei bambini…
Una volta che ho imparato qualcosa da piccolo, quel qualcosa entra nelle mie viscere e poi è molto più difficile estirparlo strada facendo.

Nessuno dice che ai giovani umani non vada insegnato a godersi la vita, che non vadano premiati, coccolati, assecondati quando è il caso; al contrario, un bambino amato e cresciuto con la sensazione che intorno a sé c’è del buono, c’è amore, c’è l’idea che l’esistenza sia anche facile da apprezzare e assaporare… assolutamente si!

Ma perché tanto scompiglio per un pianto? Per una impuntatura? Per una qualsiasi insoddisfazione intervenuta nella quotidianità del bambino? La vita non è perfetta e guai se lo fosse… sarebbe noiosa e non ci permetterebbe di evolvere… e allora? Rompiamo queste campane di vetro!


I giochi nuovi vanno attesi, un po’ di “sana frustrazione” va affrontata senza che sembri una malattia incurabile, anzi, va cercata come la varicella nei periodi di diffusione… e non rifuggita come la peste! Una volta avuta, sei naturalmente vaccinato per sempre ed è molto utile… 

E perché non insegnare che la frustrazione è temporanea e che non è bene concentrarsi su di essa ma al contrario volgere l’attenzione per un po’ ad altri spunti più positivi intorno a noi o analizzare dove quel momento di disagio può portare… forse perché spesso non sappiamo farlo neanche noi adulti, mentre invece ci sarebbe molto utile?


I bambini capiscono se si parla in maniera semplice e con degli esempi, anche concetti complicati, magari capiscono a modo loro, ma è sufficiente… le favole, prima che fossero consistentemente edulcorate (pure nelle favole ormai ci sono gli additivi chimici), erano strumenti estremamente utili ad insegnare concetti della vita difficili da spiegare altrimenti ai bambini.


L’infanzia va protetta? Assolutamente si! Ma cosa significa proteggere? 

Se mettiamo i bambini dentro ad un grosso materasso per paura che cadano e si facciano male ad ogni passo, cosa ci aspettiamo che succeda quando il materasso andrà inevitabilmente tolto?

Prepariamo molto ghiaccio da mettere su tutti i bernoccoli possibili!


Quindi, secondo il mio modestissimo parere, via libera a qualche bernoccolo fisico e psicologico da subito, con il dovuto intervento del genitore-guida non solo del genitore amico, per un sano confronto dialettico, supporto, cura e una spinta verso il rafforzamento di se stessi di fronte alle inevitabili ma curabili cadute.

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