blog,  Riflessioni sull'educazione

RECUPERARE IL BUONO DI IERI

Ripenso spesso alla mia esperienza di vita, come mi è già capitato di raccontare… ho avuto una vita piuttosto “normale” però mi rendo conto di quanto certe esperienze mi abbiano giovato.

Ricordo che ero una bambina piuttosto timorosa da piccola, non credo di aver mai dato troppi problemi di eccessiva esuberanza, però ricordo che non mi sarei mai sognata di mancare di rispetto alla maestra, magari raccontare a casa se qualcosa non mi “quadrava”, certo, questo si, ma poi con le dovute spiegazioni si tornava nei ranghi, ricordo con affetto gli insegnanti “giocherelloni”, ma ricordo con più devozione quelli che mi hanno seriamente insegnato qualcosa che ancora oggi è nella mia mente… e non parliamo di insegnanti che ci picchiavano con la bacchetta, tutt’altro… però parliamo di insegnanti che potevano far rispettare il loro ruolo e sapevano farlo e trasmettevano passione per ciò che ci istillavano.

Mi vedo giocare e litigare con le amiche e gli amici con rari interventi dei genitori, mi vedo correre a perdifiato nei piazzali e rotolare tra l’erba, rammento bene quando stavo per ore nella mia cameretta con le mie bambole, i cartoni dalle 16 alle 17.30, con Bim Bum Bam, il pupazzo One e Bonolis… le merende fatte di pane e cioccolata o pane e salame, i pomeriggi al mare con mia cugina, i balletti inventati con le vicine di case, le scivolate sulla discesa quando nevicò, il libro di favole della Sirenetta di Andersen… i giri in bici con babbo o con mio zio, la carrozzina con le bambole ai giardini con zia Dora, i disegni di zia Grazia, l’altalena su cui ci arrampicavamo… la bambola Luciana e il bambolotto cinese… i pezzi della casa di Barbie… un po’ io e un po’ la cugina Emanuela… i rimproveri dei miei genitori se avevo mancato di rispetto a qualcuno o se in una data situazione ero andata troppo fuori dalle righe, i confronti con mia madre quando mi lamentavo di qualcosa o qualcuno per comprendere quale fosse il problema, la pazienza di mio padre nel dare indicazioni sulle sue esperienze di vita perché potessero essere utili spunti, le passeggiate con la cugina Eleonora che è stata anche una delle prime utenti del centro estivo…

Ripenso a quando ho iniziato a lavorare, 20 anni più o meno… decidevo, facevo, controllavo, inventavo, pulivo, riorganizzavo i materiali, mi prendevo la responsabilità di cose e persone, mi venivano affidati dei bambini… per dindirindina! E spesso reinvestivo quanto avevo in mano per procedere con la mia attività… mi sono anche tolta qualche sfizio, certo, ci mancherebbe, ma tenendo presente che stavo progredendo su una strada, con pazienza, superando le ovvie difficoltà, partendo dal nulla, proseguendo verso qualcosa e non è stato sempre facile… tutt’altro… tante soddisfazioni, questo si… Civitanova e dintorni mi hanno sempre riconosciuto tanti meriti, ma ci sono stati momenti complicati, rapporti difficili da gestire, periodi di stasi e altri di lavoro senza fine… frangenti sereni e altri di profonda ansia e impazienza….li ho affrontati? Si, ero pronta? Non sempre ma mi sono adattata perché lo avevo imparato da piccola…ho avuto la sensazione di perdermi? Si…ma ho sempre ritrovato la strada…sono stata rimproverata? Ho dovuto riconoscere errori e correggerli?Si….ci sono riuscita? Si…a volte bene a volte meno….questo prevede la vita per farci evolvere….e le basi di tutto questo i neoumani le imparano nei primi anni….la società di oggi ci insegna che non possiamo passare l’esistenza solo a lavorare e che le “macchine” possono aiutarci in un certo qual modo….e allora un sano mix di cosa c’era di buono e cosa c’è oggi di buono…non sarebbe auspicabile?

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